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Risparmiare
09/06/2026
TFR e Fondi Pensione: cosa cambia con la Legge di Bilancio 2026

Con la Legge di Bilancio 2026, il Governo ha introdotto modifiche profonde che puntano a un obiettivo chiarissimo: spingere i lavoratori (soprattutto i più giovani) verso il "secondo pilastro" pensionistico.

Se hai un lavoro dipendente o stai per cambiare azienda, ci sono quattro novità cruciali che devi assolutamente conoscere per non perdere soldi lungo la strada.

1. Il nuovo "Silenzio-Assenso": la scelta si fa in 60 giorni

Dal 1° luglio 2026 cambia radicalmente il meccanismo di gestione del TFR per i nuovi assunti del settore privato.

  • Prima: avevi 6 mesi di tempo per decidere se lasciare il TFR in azienda o destinarlo alla previdenza integrativa.
  • Ora: la finestra temporale si stringe a soli 60 giorni. Se entro due mesi non esprimi una scelta esplicita di rifiuto (per lasciare il TFR in azienda), scatta l'iscrizione automatica al fondo pensione negoziale (quello previsto dal tuo contratto di categoria).

2. Più tutele nell'automatismo: scatta la "contribuzione piena"

L'iscrizione automatica per silenzio-assenso diventa molto più protettiva rispetto al passato. Se lasci passare i 60 giorni senza decidere:

  • Non verrà trasferito solo il tuo TFR.
  • Scatterà in automatico la contribuzione piena, che comprende la quota minima a tuo carico (trattenuta dallo stipendio) e l'obbligo per il datore di lavoro di versare la sua quota. Tutto calcolato retroattivamente dal primo giorno di assunzione.
  • I risparmi non finiranno più in un comparto "garantito" a basso rendimento, ma saranno gestiti secondo una strategia life-cycle, che adatta automaticamente il livello di rischio e rendimento in base agli anni che ti mancano per andare in pensione.

3. Portabilità del contributo aziendale: addio al "monopolio"

Questa è probabilmente la novità più dirompente per chi ama gestire i propri investimenti in totale libertà. Il contributo aziendale è una percentuale extra che il datore di lavoro è obbligato a versare nel tuo fondo pensione in aggiunta ai tuoi soldi: un vero e proprio "bonus gratuito" che non riceveresti mai direttamente in busta paga.

Fino a ieri, perdevi questo bonus se decidevi di non iscriverti al fondo della tua categoria (fondo chiuso) preferendo un fondo aperto o un PIP (Piano Individuale Pensionistico) sul mercato. Dal 2026 cambia tutto:

  • Se resti iscritto al fondo di categoria per almeno 2 anni, acquisisci il diritto di trasferire la tua posizione dove vuoi (fondi aperti o PIP).
  • Il datore di lavoro sarà obbligato a continuare a versare la sua quota anche nel nuovo fondo privato da te scelto. I contratti collettivi non potranno più bloccare questa portabilità.

4. Più vantaggi fiscali e liquidità alla fine

Per incentivare ulteriormente i risparmiatori, la riforma ritocca i limiti storici della previdenza complementare:

  • Tetto di deducibilità più alto: Il limite massimo dei contributi che puoi sottrarre dalle tasse ogni anno sale da 5.164,57 euro a 5.300 euro.
  • Più contanti al momento della pensione: quando taglierai il traguardo della pensione, potrai chiedere fino al 60% della somma accumulata sotto forma di capitale (prima il limite era il 50%), convertendo il resto in rendita.

5. Sempre più aziende verseranno il TFR al Fondo Tesoreria dello Stato gestito dall'INPS

Novità: da giugno 2026 scade il termine per il 1° versamento del TFR maturato da gennaio a maggio 2026 al Fondo di Tesoreria dell'INPS. Tale obbligo riguarda inizialmente le aziende che, nel 2025, hanno raggiunto una media occupazionale di almeno 60 dipendenti, si allarga progressivamente alle aziende più piccole. scendere a quelle con almeno 50 (2028-2031), fino a coinvolgere le aziende con almeno 40 dipendenti a partire dal 2032 per i dipendenti che non hanno aderito a fondi pensione lasciando il TFR presso l’azienda.

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